Stella non ricorda come era stato il passaggio dalle prime lettere d’oro alle altre, le successive, più grandi e vistose. Ma ricorda chiaramente a chi fossero destinati i due ciondoli.

La “S” a forma di luna per sua zia, molto appropriata sia in riferimento al suo nome che al carattere imprevedibile e ad un umore piuttosto instabile. L’altro ciondolo, che racchiude due cifre, “CD”, era invece dono per il matrimonio di una sua cugina, da poco entrata a far parte del ramo paterno della famiglia. Una storia molto complessa in cui suo padre si era buttato a capofitto per raggiungere un controverso lieto fine.

Artefice dei due oggetti la stessa bravissima orafa. 

Stavolta Stella aveva pensato a qualcosa di più appariscente, forse perché oggetti destinati, l’uno ad una donna matura dotata di un forte carisma e l’altro ad una futura sposa grintosa e determinata, entrambi simboli di una femminilità travolgente.

Quindi l’idea era di non affidarsi più alla leggerezza di un filo esile ma di far partire la progettazione da un nastro che si lasciasse modellare a tutto tondo.

I due ciondoli nascono quindi dalla ricerca di un disegno sinuoso, che trova esaltazione nel bordo lucido in rilievo che diventa nodo in cui infilare una catenina preziosa o un laccio.