cinema è bello
cinema è bello
Stella ed Heinrich vanno spesso a Neukölln. A loro piace la forza che emana, ma non credo riuscirebbero a vivere in un clima tanto lontano dalla loro quotidianità.
Fascino che rapisce, ma più spesso travolge.
Per entrambi potrebbe essere troppo.
Probabilmente è la stessa sensazione che prova un nordeuropeo quando, da turista, arriva a Napoli, a Palermo, in una grande città del sud Italia.
Neukölln è un Ortsteil (quartiere) di Berlino con una popolazione di un capoluogo italiano intorno ai 150.000 abitanti, ma con una densità pari a circa 14.000 abitanti per km².
Per farsi un’idea la zona più popolosa della città metropolitana di Napoli, Casavatore, conta 12.000 abitanti per km².
Ci vivono perlopiù musulmani provenienti dal Medio Oriente, e quindi Turchia, Siria, Libano, Iran, Palestina, ma anche molti russi.
Una miccia multietnica che può essere innescata in qualsiasi momento: un intreccio di clan più o meno pericolosi, che gestiscono traffici malavitosi in tutta Berlino.
Ma Neukölln è anche tanto altro, sia grazie a questo tripudio di forme spesso esagerate, colori, sapori che arrivano dal mondo arabo, che a volte portano allo stordimento, che al luogo stesso, teatro sì di tanta vivacità multietnica, ma anche espressione tangibile di bellissimi interventi urbanistici della Secessione berlinese.
A Neukölln come in tutti gli altri Ortsteile (quartieri), al tempo Comuni autonomi, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, si susseguirono cantieri su cantieri che cambiarono il volto della città.
In alcune zone più prossime alla Sprea e ai canali fiorirono fabbriche e manifatture, mentre lungo i grandi viali di comunicazione tra un Comune (oggi Ortsteile) e l’altro, tanta edilizia con nuovi e raffinati stilemi, che connotavano una vita più pratica e borghese.
Solo nel 1920 alla Berlino di allora, che corrispondeva approssimativamente all'Ortsteil attuale di Mitte, vennero accorpati i Comuni limitrofi, perlopiù rurali: nacque la "grande Berlino" che combacia territorialmente con il Land omonimo attuale.
A Neukölln, coincidente con il comune rurale di Rixdorf, molti progetti li firmò Reinhold Kiehl, nato a Danzica ma formatosi come architetto in Germania.
Arrivato a Berlino alla fine dell‘Ottocento nel 1904 venne nominato ispettore urbanistico a Rixdorf e l’anno successivo eletto primo assessore all’urbanistica e direttore del nuovo ufficio edilizio del medesimo comune rurale.
Nello stesso ufficio edilizio, rinomato in tutto il Reich, entrarono successivamente giovani architetti del calibro dei fratelli Max e Bruno Taut e Ludwig Mies Van der Rohe.
Kiehl morì di infarto nel 1913, così che i cantieri di molti dei suoi progetti vennero portati a termine dal suo successore.
Fra questi figurano edifici famosi come il Municipio (Rathaus) e la piscina comunale (Stadtbad) di Neukölln.
Di tutto questo Stella ed Heinrich erano del tutto ignari.
Sai le volte che, passando per Karl-Marx-Straße, avevano ammirato il Rathaus senza avere la minima idea che il suo progettista fosse lo stesso del meraviglioso Stadtbad e dell'affascinante Passage Kino, entrambi a pochi passi di distanza.
Non sapevano neanche che Kiehl avesse progettato il nuovo ospedale di Rixdorf, attuale Viventes-Klinikum Neukölln dove, qualche tempo fa, avevano trascorso un intero pomeriggio al Pronto Soccorso.
Domenica scorsa sono andati per la prima volta al Passage Kino a vedere un film.
Per l'internazionalità dell'Ortsteil sono andati spesso a Neukölln perchè molti cinema proiettano film in lingua originale con sottotitoli in inglese.
Stella ha sempre la stessa e immutata allergia per il tedesco, non le passa.
Ma, fino ad ora, non avevano trovato una proposta allettante che li portasse in questo cinema di Karl-Marx-Straße. E quindi, fino alla settimana scorsa, era un posto a loro sconosciuto anche per la posizione arretrata rispetto alla strada.
Non lo avevano mai notato, pur avendo percorso la Karl-Marx-Straße non si sa in quante occasioni. Dal nome "Passage Kino", attribuitogli in epoca recente, mentre nel 1910 era stato inaugurato come "Excelsior Lichtspielhaus", si può intuire la sua collocazione all'interno di uno dei tanti e caratteristici passaggi tra i palazzi, di cui Berlino è ricchissima, che fanno saltare da una strada all’altra, attraverso corti interne (Hof) molto affascinanti. In queste particolarissime strade urbane si possono scovare gallerie d'arte, attività commerciali di vario tipo ma anche, come in questo caso, un cinema ed un teatro indipendente che si pone come alternativa all'Opera tradizionale, a metà strada tra teatro e teatro musicale.
E’ stato il gruppo cinematografico Yorck che, intrapresa la ristrutturazione dell'edificio storico negli anni Ottanta del secolo scorso, dopo un ventennio di uso come magazzino, nel 1989 ha riaperto la sala nel passaggio tra Karl-Marx-Straße e Richardstraße, attribuendogli il nome attuale.
Entrando nel foyer si intuisce subito il rinnovamento avvenuto degli ultimi anni, a firma dello studio Batek chitkten, che ha interessato anche le sale del seminterrato.
Ma la vera scoperta, che ha lasciato Stella ed Heinrich senza parole, perché del tutto inaspettata, è avvenuta quando si sono trovati davanti alla scala che porta alla sala originale di inizio Novecento.
Intento dell’intervento del 2021 dello studio Batek Architekten è stato proprio quello di ridare splendore ad uno dei cinema più antichi di Berlino conservando la cifra stilistica della Secessione berlinese, ma anche esaltandola attraverso piccoli spunti come il decoro a coni dorati lungo le rampe.
La storica sala principale è stata conservata nel suo disegno e stile originale.
Delle altre tre, che erano state aggiunte nel corso del tempo, si è perlopiù curato, con quest'ultimo intervento, l’aggiornamento tecnologico per un'esperienza cinematografica di alta qualità.
Stella ed Heinrich oltre ad avere avuto l'opportunità di godere il comfort di poltroncine rivestite in morbidissimo ed elegante velluto verde e di godere di un'ottima acustica, hanno anche avuto la fortuna della visione di un film in un meraviglioso bianco e nero evocante gli anni tra le due guerre mondiali, leggermente avanti rispetto alla Belle Epoque, tanto amata da entrambi, ma quasi perfettamente in linea con il luogo in cui sono capitati del tutto per caso.