E ancora una volta Stella torna a parlare della sua “sorellona di latte”, dell'amica dei tempi del pannolone, o quasi.
A lei ha dedicato tanti gioielli ed uno le è stato invece commissionato dalla stessa Maria che, probabilmente, aveva avuto dalla nonna due piccole pietre preziose, un rubino ed uno zaffiro, che le sarebbero piaciute montate in un anello.
Stella ha capito ben presto quanto sia importante considerare la dimensione di un oggetto in relazione alla persona, all'immagine che vuole dare di sè e, soprattutto, al suo carattere.
Ed aveva capito sin da allora quanto Maria prediligesse gioielli di una certa importanza;
che quindi non avrebbe potuto certo puntare su un anello leggero, etereo, ma che si sarebbe dovuta spingere verso una creazione di un certo rilievo, qualcosa che girasse attorno alle pietre e che ne facesse risaltare, in qualche modo, la brillantezza.
Pensò quindi ad una griglia in oro, regolare ma dal tratto incerto, ottenuto con una lavorazione a battitura.
Su questa griglia pensò di far risaltare due elementi identici, specularmente ruotati di 180 gradi, che accogliessero, a contenerla, la montatura delle due pietre.
Per ottenere un maggior impatto, e dare a loro la parte dei protagonisti, pensò di farli realizzare a triangolo isoscele molto allungato e in un materiale a contrasto, ovvero argento brunito.