danza sull'acqua
6 maggio 2026
danza sull'acqua
6 maggio 2026
La ricchezza ad Amburgo è sotto gli occhi di tutti.
Anche di Stella ed Heinrich che si sono ritagliati un fine settimana nella bellissima città anseatica.
Per strada si incontrano auto molto costose. Si percorrono viali e attraversano canali in cui si affacciano edifici storici di pregio, con facciate eleganti o con soluzioni e materiali contemporanei e tecnologicamente avanzati. Per non parlare dei dedali di hof, ovvero la trama dei cortili interni a palazzi antichi e non, che colmano vuoti post bellici o reintegrano realtà fatiscenti. Tutto perfettamente scintillante.
Ad Amburgo si scuce e si ricuce con maggiore velocità che in altre realtà tedesche perchè la città, che da sola rispecchia un intero Land, è memoria di un’antica e potente realtà anseatica (www.degae.info/segui-il-mio-anda-e-rianda/storie-di-anda-e-rianda/viaggio-nel-blu/in-giro-con-stella/elba-non-%C3%A8-solo-unisola ).
L'Altstadt, centro storico, e l'Hafencity, il quartiere portuale, totalmente riqualificato, dove spicca l'Elbephilarmonie, donano ai turisti sia l'aura dell'antica città, con splendidi e caratteristici edifici lungo i canali, che la solidità di immensi isolati espressionisti di inizio Novecento caratterizzati dal mattone ferrigno usato in tutte le sue forme (www.degae.info/segui-il-mio-anda-e-rianda/storie-di-anda-e-rianda/viaggio-nel-blu/in-giro-con-stella/chile-con-haus-brahms-con-kontor ).
Ma è l'acqua la vera regina di Amburgo, sia attraverso l'Elba, lungo la quale si snoda un porto davvero immenso, che grazie alla ragnatela di canali che ne bagna tutto il territorio, su cui spiccano due grandi specchi d'acqua, l'Außenalster ed il Binnenalster, che si susseguono lungo il percorso nord-sud del fiume Alster, che poi si getta nell'Elba.
Stella e Heinrich, per evitare di trovarsi in mezzo a plotoni di turisti, hanno pensato di passeggiare lungo le sponde dell'Alster in modo da mescolarsi agli abitanti del quartiere più elegante di Amburgo e trascorrere una tranquilla domenica di fronte all'acqua.
E così è stato.
Hanno ammirato meravigliosi edifici residenziali che dire da sogno è un eufemismo.
Ville unifamiliari di un bianco lucente, con grandi finestre che si affacciano su giardini che scendono armoniosamente verso le sponde del fiume, ma anche meravigliose case a schiera con il piano terra rialzato e accesso esterno mediante una piccola rampa.
Anche per questa tipologia grande uso dell'intonaco bianco ma anche del laterizio, perlopiù ferrigno, è sempre bene ricordare, di cui è ricchissima l’edilizia di Amburgo.
Lungo l'Alster si susseguono percorsi sterrati e molti parchi fluviali.
Arrivando all'Außenalster compaiono anche porticcioli per le barche a vela e in acqua, in splendide giornate di sole appena tiepide, già si vedono tantissime canoe e tavole di ogni tipo.
Stella ed Heinrich hanno trovato una panchina libera proprio di fronte ad un piccolo pontile che si è poi rivelato un vero punto strategico per ammirare dei cultori del "foil pumping".
Per loro la prima volta in assoluto.
E lo spettacolo ha avuto inizio!
A prima vista, osservando il tipo di attrezzo usato, gli è sembrato quasi impossibile che qualcuno potesse stare in equilibrio e, perdipiù, planare sull'acqua sopra quello strano mini surf sopraelevato; impensabile che una qualsiasi persona potesse reggersi in piedi su una piccola tavola dotata di una lunga pinna a cui sono applicate due ali simili a quelle di un aereo; figurarsi poi muoversi e ondeggiare ritmicamente ad una settantina di centimetri dal pelo dell'acqua senza propulsione. Dinamismo armonioso del corpo e forza muscolare costituiscono l'unico vero motore per far partire e riuscire a far planare questa tavola così corta.
Nè vento, tantomeno onde.
Stella ed Heinrich sono arrivati lì senza sapere nulla sul principio del "foil", ovvero di queste lamine che, immerse in un fluido e con la sola spinta muscolare, e quindi il conseguente aumento della velocità, consentono il galleggiamento. Nulla su quali siano le reali possibilità, quale distanza si possa coprire, che tipo di traguardi si possano raggiungere, tanto che hanno subito pensato che il primo a cimentarsi fosse un vero “ironman”.
Hanno assistito al suo arrivo al pontile a bordo di una di quelle caratteristiche biciclette tedesche dotate di una grande cassa anteriore. Il tipo, atletico ma non più propriamente un ragazzo, ne ha subito tirato fuori tutta l'attrezzatura e ha iniziato a farsi scivolare addosso una bella muta nera e ad assemblare, con impressionante precisione, la sua tavola.
A Stella è sembrato di andare indietro nel tempo tanto da rivedere suo padre alle prese con tutto l'armamentario necessario per le sue avventurose immersioni nel Mediterraneo.
Eh si, perchè anche qui, a temperature appena primaverili, la muta è assolutamente necessaria.
Dopo aver ammirato una bella serie di tentativi del primo "eroe" ne è arrivato un secondo, poi un terzo ed addirittura un quarto.
Ognuno con la sua tavola, al primo sguardo abbastanza simili e, a quanto sentivano vociare tra gli altri spettatori, tutti estremamente affascinati dalla "rappresentazione" in corso, realizzate in carbonio ultra leggero.
Ovviamente simili per Stella ed Heinrich o per chi, come loro, completamente ignoranti in materia.
Tra coloro che sono scesi in acqua, gli ultimi arrivati, sono sembrati senz'altro più preparati ed allenati rispetto al primo, ma il secondo ed il terzo, il più giovane tra tutti, si sono rivelati dei veri danzatori sull'acqua. Stella ed Heinrich hanno visto come muovessero ritmicamente su e giù le gambe appiaiate e come le loro braccia descrivessero in aria dei bellissimi cerchi che, partendo dal basso, si liberavano armoniosamente in aria.
Un vero spettacolo!
Al secondo hanno addirittura assegnato il nomignolo "il californiano": un uomo sui quaranta, non troppo alto, asciutto, abbronzato, occhiali da sole, cappellino da marinaio, bel sorriso scanzonato.
Lo hanno visto partire, fare vari volteggi di riscaldamento davanti al pontile, per tornare a sedersi come se niente fosse sulle assi di legno, dove in molti alternavano chiacchiere a un leggero bagno di sole di fine aprile, e poi ripartire risalendo l'Alster. Si è rivisto dopo un bel pò con la capigliatura bella asciutta.
Chi ha continuato a finire ripetutamente in acqua è stato il primo "eroe" arrivato al pontile. La completa rasatura è stata la sua vera fortuna!
Il ragazzo giovane, tra tutti, è stato in assoluto il vero ballerino della giornata. Con movimenti ritmici e armoniosi di gambe e braccia si è librato sull'acqua fino a raggiungere ed affiancare i traghetti che fanno spola sull'Alster per finire a planare insieme sulla loro onda.
Stella ed Heinrich ne sono rimasti incantati.
Entrambi hanno sempre sognato di poter volare, ma anche questo volteggiamento a pelo d'acqua non gli sembrato per niente male.
Magari nella prossima vita!