Alla fine del secolo scorso, e ovviamente del millennio, Stella si è trovata a disegnare un bel numero di croci.
Forse una particolare pratica benaugurante affinché il successivo secolo e, perché no, millennio, potesse iniziare nel migliore dei modi?
L‘11 settembre ha fatto ben capire quanto questo auspicio fosse lontano dall'essere soddisfatto.
Forse una richiesta tale di croci ha avuto ben altro significato, in due casi forse anche religioso ma, per gli altri, Stella è la prima a dubitarne.
La prima le fu infatti commissionata da un ragazzo proveniente dall'unico Stato allora dichiaratamente ateo, l'Albania. La seconda, invece, fu Stella stessa a volerla disegnare come regalo di battesimo, abbastanza tardivo, di una delle sue nipoti, come memoria della sua discendenza siciliana.
Per il ragazzo Stella propose una croce che aveva come ispirazione la linea di un insetto che l'aveva molto colpita e aveva fotografato tempo prima e che, nella realizzazione, richiamava la famosa torre di Tatlin, emblema del costruttivismo russo.
Forse troppo particolare e con citazioni iperboliche per colui che l'avrebbe dovuta indossare.
Ma succede anche questo.
Per la nipote ritagliò all'interno di un cerchio d'oro giallo satinato, con profilo lucido in rilievo, la classica croce greca con i bracci uguali e ortogonali tra loro, già usata dai Fenici, che nelle loro navigazioni attraverso il Mediterraneo si fermarono proprio lungo le coste orientali della Trinacria.