la chiesa ormeggiata
13 maggio 2026
la chiesa ormeggiata
13 maggio 2026
Sono trascorsi già vari giorni da che Stella e Heinrich si sono spinti nel profondo Sud-Ovest del Land di Berlino fino ad addentrarsi nel vicino Brandeburgo, nel distretto di Sacrow della città di Potsdam, e ancora discutono se, al tempo del muro, la Heilandskirche di Sacrow fosse all'Est o all'Ovest.
Certamente ognuno ha le sue a cui pensare, ma effettivamente, per chi vive o si occupa un po' di Berlino, certi dettagli possono essere importanti.
Ieri la presenza incombente del muro ha creato ingiustizie, terrore, morte.
Oggi la divisione della città ha lasciato tracce evidenti di disfunzionalità economiche, sociali ma anche di discontinuità territoriale.
Ad esempio la presenza dei tram in una sola zona di Berlino, quella che un tempo era sotto l'ala dell’Unione Sovietica, è memoria tangibile delle diverse scelte infrastrutturali dei due governi.
A Sacrow Stella e Heinrich hanno comprato due cartoline che attestano lo stato di abbandono in cui la chiesa ha versato per almeno trent' anni. Infatti in quella del 1981 è visibile lo stato di deperimento della copertura della navata, mentre nella seconda, datata 1988/89, il tetto è visibilmente recuperato.
Ma il vero tuffo al cuore arriva guardando entrambe: spicca su tutto la terribile zona della morte, ovvero quella fascia "di rispetto", se così può essere chiamata, in territorio della DDR, direttamente a ridosso del muro, in cui la polizia poteva osservare qualsiasi movimento sospetto di persone che tentavano la fuga verso l'Ovest: la sabbia serviva per timbrare le impronte di chi cercava di avvicinarsi al muro.
E la Heilandskirche, come si può facilmente osservare nelle due cartoline, era rimasta lì sul fiume Havel, come una nave alla deriva, in una terra di nessuno, anche se apparentemente in territorio della Germania dell'Ovest. Nessuno vi si era avventurato per anni, neppure via acqua, per non incorrere in situazioni ostili, create dalle truppe di confine che, tra l'altro, avevano deliberatamente vandalizzato l'interno della chiesa per renderla inutilizzabile.
E questo fino a quando, nel 1984, dopo annose trattative da parte del Sindaco di Berlino e dell'editore del quotidiano Der Tagesspiegel con le autorità della Germania dell'Est, si diede inizio ai lavori di recupero degli esterni, travature, tetto, restauro della facciata e del campanile. Le spese di questo primo intervento furono ripartite tra il governo di Berlino e la Fondazione del giornale.
Heilandskirche in Sacrow (1981)
Heilandskirche in Sacrow (1988-89)
cerchiata in rosso la posizione della Heilandskirche
Poi nel 1990, appena dopo la caduta del Muro di Berlino, grazie a fondi statali, della Chiesa Protestante e a numerose donazioni private, si iniziò un lavoro di restauro globale della chiesa, che si concluse solo nel 2014.
In realtà il degrado della chiesa era sopraggiunto molto prima dell'edificazione del muro nel 1961. Infatti, già all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, dopo la creazione dei due Stati tedeschi nel 1949, la chiesa si era trovata del tutto isolata visto che il confine tra Est ed Ovest correva lungo il sentiero a ridosso della Havel, dove poi sarebbe stato eretto il muro e creata la terribile zona della morte.
Ma al di là della posizione così particolare, a specchio sull'acqua, la bizzarria è stata evidente sin dall'edificazione.
E' infatti del tutto inusuale ammirare in terra brandeburghese un edificio religioso con evidenti caratteristiche paleocristiane.
Ovviamente si tratta di un puro revival, un piccolissimo esempio di come l'interesse archeologico abbia influenzato l'architettura del XIX secolo portando alla nascita, nel corso dell'Ottocento, delle tante "neoarchitetture" che si rifanno al classicismo, al romanico, al gotico e, perchè no, al paleocristiano.
Grazie alla sua straordinaria posizione panoramica sulla Havel è stata per molto tempo meta di escursioni, grazie anche al vicino approdo per battelli a vapore, e per questo, al tempo della Repubblica di Weimar, tra il 1927 ed il 1933, era stata oggetto di un primo restauro degli interni.
La sua, una storia di nemmeno due secoli, molto travagliata ma con un bell'epilogo, almeno fino ad oggi.
Infatti questa struttura basilicale a navata unica protesa nell'acqua, caratterizzata da elementi paleocristiani ma anche romanici - un portico che dall'ingresso abbraccia, con colonne doriche scanalate e archi a tutto sesto, l'intero perimetro, un piccolo nartece di fronte ad un altrettanto piccola abside, una cantoria con organo, decorazioni floreali in maiolica che si alternano all'apparecchiatura muraria in laterizio rosso- nel 1992 è stata inclusa nel Patrimonio dell'Umanità Unesco denominato "Palazzi e Parchi di Potsdam e Berlino" e posta sotto tutela monumentale.
Un posto meraviglioso per trascorrere una giornata in assoluta tranquillità.
Perdersi ad osservare le barche veleggiare lungo la Havel, avendo come cornice il bosco del parco dello Schloss di Glienicke, che si estende sulla sponda opposta del fiume.
Peccato che Stella e Heinrich ci siano arrivati alla fine della loro escursione, piuttosto stanchi e anche molto assetati. Sosta veloce al biergarten, che non manca mai, e ritorno.
Sarà per un'altra volta.
La cosa impressionante è che i due, arrivati a casa, abbiano continuato a pizzicarsi riguardo a Est e Ovest, chiesa di qua o di là.
Terra di mezzo?
Palla al centro!