piazza per caso
20 maggio 2026
piazza per caso
20 maggio 2026
Lasciando alle spalle la meraviglia naturalistica, ma non stradale, dell'Appennino, la scorrevolezza dell'A1 dà una nota di relax alla guida di Stella ma non certo la appaga quanto il paesaggio umbro-tosco-marchigiano che la culla fino al dolce colle di Bertinoro, dove riposano i suoi nonni e dove ha trascorso con loro i bellissimi primi anni dell'infanzia.
Arrivati in pianura sia a lei che ad Heinrich appare tutto più sbiadito e poco interessante.
Per questo, hanno raramente considerato di fare una sosta nelle città romagnole di pianura che, salutato il bel paesaggio collinare, gli si presentano subito lungo il percorso della via Emilia: Cesena, Forlimpopoli, Forlì, Faenza, Imola. Tra queste Faenza è sempre stata accuratamente evitata anche a causa dell'unica considerazione da sempre riservatale da Heinrich, ovvero "Faenza, la città che puzza".
Solo il mese mese scorso, sulla strada di ritorno in Umbria, hanno finalmente capito la causa della nuvola maleodorante da cui erano investiti percorrendo l' autostrada.
E stavolta la città gli ha regalato, suo malgrado, oltre al mistero svelato, anche una bellissima sorpresa.
Stella ed Heinrich hanno deciso di fare una sosta proprio a Faenza perchè alla ricerca di non so quale particolarissimo tipo di mobile modulare per la nuova cucina che Stella va inseguendo da tempo immemorabile.
Appena imboccata l’uscita autostradale hanno capito che la i miasmi provenivano da un centro di smaltimento di acque reflue mescolato agli effluvi di un produttore di oli vegetali e di farine ad uso zootecnico.
Una scoperta a cui sarebbero potuti arrivare anni ed anni prima, ma va bene anche così.
Invece il pezzo supersonico, che avrebbero voluto ammirare in una esposizione di mobili abbastanza nel nulla, ma non per questo meno radical chic, era stato venduto cosicché, per non mandare sprecata la "toccata e fuga" a Faenza, hanno pensato bene di spingersi dalla periferia al centro città.
Percorrendo senza una meta precisa il corso Mazzini il progressivo arricchimento del tessuto architettonico li ha ben presto preparati all'arrivo in una piazza altrettanto preziosa.
Ma mai avrebbero immaginato di entrare in un salotto di tali dimensioni e forma.
Effettivamente quella che i faentini chiamano "Piazza" è l’accostamento di due piazze, Piazza del Popolo e Piazza della Libertà. Particolare che Stella e Heinrich hanno capito solo successivamente riguardando in mappa il percorso fatto.
Il loro stupore, oltre che per l'eleganza dei palazzi che vi si affacciano, è nato soprattutto per la sua estensione, non avendo minimamente pensato che tale spazio fosse stato generato da due diversi elementi tagliati dai due corsi, Mazzini, molto lungo, che arriva da Nord-Ovest e Saffi, abbastanza corto, che parte da Sud-Est.
Questa forma così allungata, questo enorme rettangolo, ha dapprincipio fatto venire in mente a Stella la piazza mercatale, pur ricordandone una vocazione ben diversa, perchè deputata a fiere e mercati nei pressi delle porte cittadine e quindi posta ai margini del centro.
La presenza della Cattedrale da una parte e del Palazzo del Podestà dall'altra, fronteggiato dal Palazzo del Municipio, le ha chiarito la duplice destinazione della Piazza o, meglio, quella religiosa di Piazza della Libertà e quella temporale di Piazza del Popolo.
Come ogni architettura che si rispetti i rimaneggiamenti subiti dagli edifici che contornano le due piazze sono stati vari, poichè la loro storia ha attraversato molti secoli.
Il Palazzo del Municipio ha la sua origine nel XIII secolo come residenza del Capitano del Popolo, ma ha cominciato ad assumere la foggia attuale quando i Manfredi si insediarono in città come Signoria, nel XV secolo, e costruirono il primo nucleo della loggia, a due piani, di sette arcate, che venne poi ampliata nel Seicento per uniformare tutto il lato della piazza e poi, nel 1859, ricostruito con stilemi neoclassici, simili gli originali.
Di fronte, accanto alla Torre dell'orologio, si sviluppa il Palazzo del Podestà, in origine Palazzo Comunale, il cui nucleo più antico risale al 1177.
Nel 1760 venne aggiunto un loggiato a due piani, a spese dei bottegai della piazza, per ottenere la simmetria con il loggiato antistante del Palazzo del Municipio.
Attraverso la realizzazione di due loggiati simmetrici, quasi quinte teatrali, è ben chiara la volontà di conferire regolarità a questo spazio urbano secondo un concetto scenografico tipicamente settecentesco.
Piazza della Libertà ha invece una connotazione molto diversa, ma non per questo meno scenografica.
E' uno spazio eterogeneo su cui domina la Cattedrale rinascimentale con la sua facciata incompiuta, come del resto se ne contano molte in tutta Italia, ma soprattutto con la sua rilevante scalinata.
Fa da contorno la Fontana Monumentale, barocca come la Torre dell'orologio, quest'ultima ricostruita nell'immediato dopoguerra in maniera del tutto filologica.
Seicentesca è anche la loggia dei Signori e degli Orefici, posta di fronte alla Cattedrale.
Perdersi in sentieri poco esplorati, e magari dimenticati, offre molto spesso doni inaspettati.
Proprio ieri Stella ha ricevuto un pensiero speciale da una persona a lei cara:
"Gedanken wollen oft wie Kinder und Hunde, dass man mit ihnen im Freien spazieren geht" (Christian Morgenstern, 1897)
ossia
"I pensieri, proprio come i bambini e i cani, spesso vogliono che li si porti a fare una passeggiata all'aperto".
E quindi:
anda e rianda sia, ovunque ci porti, senza alcun pregiudizio!