vestire alla marinara
8 luglio 2026
vestire alla marinara
8 luglio 2026
Quasi dieci anni fa Stella ed Heinrich erano alle Scuderie del Quirinale alla mostra "Picasso, tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925”.
Ne erano usciti poco convinti. La cosa che li aveva realmente estasiati era la meravigliosa scalinata.
Da allora, soprattutto Stella, conservava un’idea sghemba del "pittore dei pittori" moderni e contemporanei. Come se le mancasse una buona dose di informazione su di lui.
Effettivamente era proprio così.
In questi giorni, è arrivata la rivelazione.
Tante erano state le volte che Stella era approdata a Barcellona, ma non aveva mai associato Picasso alla città.
Per lei Gaudì e il modernismo riescono tuttora, sopra ad ogni altra cosa, a connotarne il vero spirito.
Del resto un architetto, quale è Stella, è più incline alla spazialità che ad ogni altra forma artistica.
Stavolta è stata la persistente ondata di caldo a far abbandonare a Stella ed Heinrich la loro classica peregrinazione da un isolato all'altro, da un quartiere all'altro, e a spingerli verso spazi climatizzati.
Non poteva mancare il Museo Picasso nato e sostenuto anche grazie a cospicue donazioni, a partire dalla collezione del poeta, amico e anche assistente di Picasso, Jaime Sabartés.
Il Museo è stato inaugurato nel 1963 nel Palazzo Aguilar per poi estendersi, nei decenni successivi, nei quattro palazzi adiacenti: Palazzo del Barò de Castellet, Palazzo Meca, Casa Mauri, Palazzo Finestres, tutti edifici del XIII-XIV secolo che si affacciano su Carrer de Montcada, e che hanno subìto i maggiori interventi di restauro e risanamento nel corso del XVIII secolo.
Il processo di espansione del museo si è poi sviluppato in più fasi dal 1970 per concludersi nel 2011.
Entrare nel Museo Picasso per Stella non è stato come quando a diciotto anni era passata sotto la chiave di volta della porta di Micene. Era stato allora, forse suo malgrado, a rendersi conto di cosa fosse per lei l'architettura: una presenza essenziale.
Passare da una sala all'altra, osservare l'evoluzione artistica di Picasso, avrebbe forse creato il medesimo scombussolamento, un moto simile all'estasi, a chi ha dedicato la sua vita, e continua a dedicare, allo studio della pittura, scultura e ceramica, o solo a chi ha in sè una tensione tanto forte per l'arte pittorica e applicata.
Per Stella è stata una visita dovuta, un'azione necessaria per arrivare a comprendere ciò che ancora non aveva capito: quale fosse la vera grandezza di Picasso nella storia dell'arte moderna e contemporanea.
A spingerla è stato probabilmente un bisogno intellettuale, non emotivo.
E' rimasta affascinata dalla capacità pittorica del Picasso quattordicenne che da Malaga, città natìa, dove aveva appreso dal padre, pittore e insegnante, i primi rudimenti, si era trasferito con la famiglia a Barcellona.
Attraverso il susseguirsi delle sale Stella ha colto il percorso e l'evoluzione del pittore permeato dalla cultura che in quegli anni dilagava ovunque e che, a Parigi, aveva il vero fulcro. Venendo a contatto con i rappresentanti delle avanguardie, studiando la loro arte, Picasso aveva trasformato piano piano il suo modo di comunicare, tanto che negli anni Settanta Federico Zeri lo aveva definito "una forza della natura [...] un uomo di una cultura e di interessi sterminati". Picasso era poi tornato a Barcellona, poi di nuovo a Parigi, per trovare infine nel sud della Francia, in Provenza, la tranquillità ed il silenzio necessari per rielaborare l'enorme bagaglio di esperienze.
Questo è tutto nei suoi quadri, nelle sue opere, che di anno in anno, di decennio in decennio, rapprentano quel se stesso, quell'artista contemporaneo più apprezzato, conosciuto e ricco del mondo.
Nelle sue ceramiche si legge ad esempio il profondo studio e la minuziosa osservazione dei manufatti ciprioti del periodo arcaico. Da questa sua attenta e precisa analisi sono nate bellissimi pezzi dipinti e graffiati nei colori della terra, su cui spicca il verde ramina.
Picasso è stato, ed è tuttora, un fantastico comunicatore.
Per Stella questa è la sua grandezza, l'enorme eredità che ha consegnato a tutti noi: un metodo universale di fare arte.
Dall'osservazione di qualsiasi forma e oggetto ha fatto nascere una meravigliosa rielaborazione: ed è questo che esplode con vigore da ogni sua opera, che sia schizzo, quadro, acquaforte o ceramica.
I sette sketch fotografici esposti al museo, meglio di ogni altra cosa, spiegano questo meraviglioso processo tipicamente picassiano: dalla lisca di pesce all'opera d'arte.
Si può amare o non amare il risultato, ma non si può non apprezzare la genialità creativa, l'abbraccio totale alla semplicità delle cose.
Stella non può uscire dal museo se non con un enorme
GRAZIE!