A volte le amicizie ritornano.

A volte cambiano forma.

Stella sta vivendo una nuova stagione con la sua "V", conosciuta un secolo fa.

Le loro vite si sono incrociate molte volte: da ragazzine per amicizie comuni, poi di nuovo per aver sposato due amici legati dalla musica e, infine, per aver affrontato, quasi nello stesso momento, il distacco dai rispettivi compagni di vita.

Certi dolori possono segnarti per sempre, ma non è detto che non aprano anche strade impreviste.

E per Stella è stato proprio così.

La profondità dell'amicizia con "V" è sbocciata nella condivisione del dolore  di una lacerazione difficilissima da rimarginare.

Entrambe sono riuscite ad andare oltre, ognuna a proprio modo e, da anni, si sono ritrovate in una stagione ricca di spunti e nuove mete da raggiungere.

Come nelle serie che proliferano da un pò di tempo: ognuna ha una sua sceneggiatura da portare avanti e sembra tutto procedere, nonostante inciampi e pause fisiologiche, nel miglior modo possibile.

Forse per anni sono solo riuscite ad annusarsi. 

Si sono sfiorate senza mai approfondire.

Poi si sono veramente incontrate.

Ma la progettazione di una parure, composta da girocollo a nastro rigido e orecchini, aveva già preannunciato qualcosa di importante.

Stella, forse suo malgrado, aveva probabilmente colto lo spirito più intimo di "V" e lo aveva voluto rappresentare, oltre che con l'iniziale di quel nome di evidente russa memoria, ma declinato al femminile, con materiali, lavorazione e colori che evocano un'anima irrequieta, ma consapevole della propria essenza: sapiente manualità condita da ricerca dell'arte pura. 

Malinconia mista a potenza. 

Volubile incertezza.

Per questo l’argento martellato è brunito, la "V" è rigida e allo stesso tempo flessuosa e arricchita da perline di corallo rosso, i pendenti degli orecchini sono delle spirali a pianta quadrangolare, volutamente asimmetriche.