Stella, nelle storie che ha scritto e disegnato, ha ricordato molte volte la sua amica grossetana, con cui ha condiviso tanti giorni, mesi su mesi per esami, l'infinita tesi di laurea e poi interessantissimi progetti di design ed arte applicata.
Ma da una ventina d'anni le occasioni di rivedersi si sono contate davvero sulla punta delle dita.
La vita travolge tutti ma entrambe, in questi ultimi due decenni, hanno davvero rischiato di essere spazzate via da un ciclone. E, per motivi differenti, non sono riuscite a fare variazioni alla loro routine. Le hanno pensate tante ma spesso, i loro progetti di incontro, sono rimasti relegati nel cassetto dei sogni e delle occasioni perdute.
È sfumata anche la speranza di veder riunite le rispettive doti creative in vista di altri concorsi o, addirittura, di una attività professionale condivisa.
Ieri però si è realizzato quello che da mesi si andava organizzando: una sacrosanta giornata insieme!
L’ultima volta si erano viste in Maremma, stavolta nella Valle Umbra.
Una giornata bellissima, piena di chiacchiere, ricca di ricordi e, perchè no, di tanta commozione.
Soprattutto da parte della mamma di Stella che non vedeva da più di dieci anni l’amica della figlia. Lei che, con il marito, nonché padre di Stella, ha sostenuto entrambe durante il lunghissimo periodo della tesi di laurea, trascorso proprio in Umbria. Lei che le ha aiutate con il ménage quotidiano, tra pranzi, cene e colazioni e, soprattutto, con la gestione del piccolo "bambino logico" di Stella, che si è dimostrato pienamente all'altezza del suo nomignolo anche in quel frangente.
A Stella sono anche venuti gli occhi rossi vedendo al collo dell’amica una piccola lettera d’oro, la sua iniziale che, non si sa più quanto tempo fa, aveva creato appositamente per lei.
Commozione su commozione.
Anche perchè si è ricordata che, nel medesimo stile, aveva disegnato il ciondolo “L” per sua madre.
Non può essere stata una coincidenza.
Pensandoci bene Stella realizza che sono trascorsi ben vent'anni da quando aveva portato il progetto alla talentuosa orafa che realizzava i suoi bozzetti.
Tantissimo tempo.
Ma le due letterine d’oro, create per altrettante persone a cui è legata da un profondo affetto e da ricordi tanto indelebili, sembrano quasi realizzate a conclusione di un periodo, sì duro e complicato ma forse, anche per questo, tanto vivo nella loro memoria e, soprattutto, magico e irripetibile.