La nonna di Stella aveva un suo modo particolare di preparare il tortino di alici, uno dei cibi che Stella, nonostante la tenera età, gradiva di più in assoluto.

E’ infatti abbastanza insolito che già da piccoli si ami il sapore dei frutti di mare e, addirittura, del pesce azzurro. 

A questo proposito nella famiglia di Stella si è sempre narrato un episodio accaduto in una delle prime vacanze della piccolina in roulotte. Fermatisi per una cena in una delle solite località costiere del Sud Italia scelte dal padre, i suoi genitori ordinarono impepata di cozze per entrambi e mozzarella per i figli. E’ chiaro come andò a finire: la porzione di cozze della madre se la mangiò Stella sotto gli occhi increduli degli altri tre.

Per il tortino di alici bisognava aspettare un giorno particolare.

Al grido “alici alì, alici  alì” arrivava un signore in bicicletta che vendeva esclusivamente pesce azzurro.

La nonna preparava il suo cestino di vimini, metteva dentro i soldi e lo calava dal terrazzo della cucina.

Lo stesso cesto che usava ogni pomeriggio per sfamare i suoi nipoti all’ora di merenda, perlopiù carico di fette di pane e Nutella.

Il signore, dopo aver preso i soldi, vi riponeva la quantità di alici corrispondente.

A quel punto la nonna iniziava a pulire il pesce: apriva le piccole alici ad una ad una privandole di lisca, interiora e testa. A Stella appariva un lavoro infame per l’odore sgradevole di cui si impregnava la cucina, e per la difficoltà di maneggiare piccoli corpi sguiscianti e sanguinolenti. Da grande, scoprì la sua buona dose di pazienza e, con indosso guanti di lattice, anche una discreta capacità di pulire quei piccoli pesciolini.

La nonna non metteva a marinare i filetti ottenuti nel limone. Adottava un metodo più sbrigativo con un ottimo risultato.

Dopo aver preparato un bel pò di pangrattato con il pane raffermo lo condiva con parmigiano, prezzemolo e capperi dissalati, uno spicchio d’aglio tagliato a fettine, per poterlo facilmente eliminare durante il pasto e, infine, un pizzico di peperoncino, che nei suoi piatti non mancava mai. Ripeteva sempre che aglio, peperoncino e limone erano una mano santa per una buona salute.

E infatti, nonostante non adottasse il metodo della marinatura preventiva, non privava di certo questo piatto di abbondante limone.

La nonna usava una pirofila tonda di Pirex che, a memoria, avrà avuto al massimo un diametro di 25 cm.

Non tanto grande perché il tortino era destinato a tre sole persone: lei, Stella ed il maggiore dei suoi nipoti. 

La cospargeva di olio extravergine di oliva e poi iniziava a disporre gli ingredienti a strati, alternando il mollicato condito e i filetti di alici aperti a libro. Mollicato ad aprire e a chiudere il lavoro insieme ad un bel filo di olio extra vergine di oliva per dare una doratura croccante al tortino.

Il succo di limone, ingrediente fondamentale per la nonna di Stella, entrava in campo per irrorare lo strato di filetti di alici.

Questo era il suo metodo sbrigativo. Poi tutto in forno fino ad ottenere una ottima gratinatura.

Né Stella, tanto meno suo cugino, avevano mai avuto il minimo dubbio sulla preparazione di tale leccornia.

Entrambi la celebravano quasi religiosamente. 

Anche il padre di Stella era un vero fan di questo piatto. Così Stella, una volta cresciuta e pronta a cucinarlo, aveva qualcuno con cui poter condividere questa meraviglia.

La nonna di Stella era una cuoca tanto abile quanto attenta alla salute: legata alle tradizioni romagnole della famiglia, ma anche pervasa da tanta dedizione e fantasia nella preparazione di pietanze vegetariane che, negli anni Settanta, erano ancora un vero miraggio per chi viveva nell’Italia centro-settentrionale. 

Era sempre stata una donna un passo avanti. Anche in questo.