dispetti che vengono dispetti che vanno
21 ottobre 2026
dispetti che vengono dispetti che vanno
21 ottobre 2026
Stella a volte diventa dispettosa.
Molto dispettosa.
Quando la sua pazienza viene portata al limite può improvvisamente trasformarsi in una vera belwina, ovviamente con la “w”, come sapientemente aveva fatto notare suo padre al futuro marito.
E proprio il padre, insuperato principe dei dispettosi, era caduto più volte nel vortice dell' altrettanto spietata fantasia di Stella.
L' episodio più feroce risale a quasi quaranta anni fa.
Stella stava trascorrendo vacanze abbastanza complesse in una rovente Catania.
A quei tempi parlare di quarantasei gradi faceva ancora tremare i polsi.
Nonostante il caldo insopportabile lei ed il suo gruppo di amiche, data la giovane età, erano riuscite a dare un senso a quella loro vacanza agostana, in una città nera come la lava, in un appartamento infuocato e, ovviamente, senza aria condizionata.
In quegli anni "aria condizionata" era solo una delle tante parole all' interno del vocabolario.
In questo clima del tutto surreale Stella aveva ricevuto una telefonata a dir poco imprevista: suo padre, alla guida del camper, le comunicava che stava arrivando in Calabria spinto da motivazioni non del tutto chiare.
L’invito perentorio era di raggiungerlo l' indomani a Reggio Calabria.
Roba da matti.
Più matta Stella che aveva acconsentito alla follia.
Arrivata dall' altra parte dello Stretto aveva salutato il padre con gli occhi in fiamme.
E lui, per scongiurare scontri e polemiche, si era subito reso disponibile per ogni possibile itinerario: avrebbe esaudito ogni suo desiderio.
A quel punto era scattata in Stella la molla della rivalsa.
Prima tappa Capo Spartivento, punto più meridionale dello Stivale.
Poi Locride, attraversando tassativamente ogni paesino in odore di ‘ndrangheta, per dirigersi infine verso la Costiera Amalfitana.
Tutto bene per le prime due, ma la terza tappa si era subito rivelata problematica.
Stella guardava di soppiatto il padre e notava che il ritmo in cui passava il dorso della mano sulla fronte si faceva sempre più serrato.
Lo vedeva soffrire in silenzio.
Ad un certo punto, quando aveva decretato che la situazione si stava facendo insostenibile, aveva dato fine a questo supplizio e consentito al padre di gettare la spugna.
Messe da parte le ostilità il viaggio era continuato in un clima di tregua.
Da allora sono trascorse quasi quattro decadi.
Il giusto momento per riprovare e completare quel percorso che in camper, in pieno ferragosto, era sembrato impossibile.
Un' impresa da compierein autunno.
I primi giorni di ottobre a Stella ed Heinrich sono quindi sembrati un' ottima scelta.
Partiti di primo mattino da Salerno la sosta a Vietri è stata tranquilla, appagante sotto tutti i punti di vista.
Colori e maioliche a profusione.
Meraviglia per gli occhi di Stella.
Poi l'inferno.
Per non essere ingordi avevano già previsto solo due tappe in costiera.
Amalfi e sosta a Positano nel primo pomeriggio, per concludere la giornata a Sorrento.
Fantasia pura.
Vana speranza.
Nonostante Heinrich sia un tedesco taroccato, assemblato a Napoli, ed abbia una chiara predisposizione per i parcheggi creativi, il traffico infernale, la massa inaspettata di turisti, li ha trascinati, volenti o nolenti, dall'altra parte della penisola.
Sono riusciti a dare una veloce occhiata alla costa e ad ammirare lo splendido panorama solo poco prima di virare sul litorale opposto.
Ma la tensione per curve e tornanti, la guida rocambolesca, non ha impedito a Stella e ad Heinrich di essere affascinati dal territorio aspro e impervio su cui sono aggrappati i famosissimi e gettonatissimi borghi colorati dalla maiolica vietrese.
E a Sorrento, dopo ore di guida estenuante, sono finalmente riusciti a liberarsi dell’auto.
Affacciandosi dalla meravigliosa terrazza di tufo grigio si sono persi nella vastità del Golfo di Napoli e nel fascino della costa a picco sul mare.
Si può quindi capire l' asinello, simbolo di Vietri e di tutta la Costiera Amalfitana che, paziente e fedelissimo animale da soma, si arrampicava per gli impervi sentieri del promontorio.
Mai più auto.
Mai più un tale sovraccarico di stress.
Lo stesso stress che aveva senz' altro provato il padre di Stella.
Forse anche maggiore visto che era alla guida di un mezzo molto più grande e meno agile, perdipiù nella settimana di alta stagione per eccellenza.
Per questo Stella ha subito provato un enorme rimorso al ricordo del brutto scherzo che gli aveva riservato.
Cotanta belwina per cotanto padre.
Dispetti che vengono dispetti che vanno.
La prossima volta gita in costiera tassativamente a bordo di un comodo traghetto in partenza da un altrettanto comodo porto del Golfo.
O magari una piccola barca con la polena a foggia di asinello che Stella ha scoperto essere stato anche il simbolo del matrimonio dei suoi genitori. Insolita bomboniera in ceramica per amici e parenti.
Un modo per ritrovarsi con il papà che fluttua chissà dove da un bel pò di anni.
E perdersi insieme tra le onde, padre e figlia, e finalmente ammirare rocce, scogli, fondali, forme straordinarie e incantevoli che può assumere l'amata Gea.