giù le mani dal pane
3 novembre 2026
giù le mani dal pane
3 novembre 2026
Stella ha sempre amato cucinare, poter condividere con i suoi cari e gli amici i pasti che prepara.
Ha sempre avuto la passione per impastrocchiare qualcosa e poi offrirla ai commensali.
A volte le è andata bene, a volte male, ma in tanti anni di prove il faro che ha sempre illuminato il suo percorso è quella sorta di "economia domestica" che le ha insegnato sua nonna tra una favola e l'altra.
La nonna aveva vissuto gran parte del Novecento.
Giovinetta durante la Grande Guerra, sposa e madre negli anni della Seconda Guerra Mondiale.
Una donna che ha sentito addosso la privazione, la casa paterna persa nei bombardamenti, cresciuta con la responsabilità di far quadrare i conti e di riuscire a imbandire la tavola per la famiglia.
Imbandire. Quando ha potuto. Quando il boom economico lo ha concesso.
Ma ha sempre conservato la sua formazione e l'indole virtuosa di non sciupare nulla per se stessa e per gli altri.
Stella è cresciuta così. Nel benessere di fine anni Sessanta sempre affiancato dall'attenzione al pane: mai nella spazzatura!
Un insegnamento simbolico, un modo di ringraziare per il proprio privilegio.
Un vero e proprio manifesto di intenti.
E lo stesso manifesto lo ha trovato scritto a grandi lettere nella sua sistemazione da studentessa a Firenze. La padrona di casa, di una quindicina d'anni più giovane della nonna, aveva sviluppato ogni accortezza per evitare il benché minimo spreco nella gestione della casa e, in particolare, in cucina.
Pur venendo da condizioni familiari diverse, entrambe avevano conosciuto le conseguenze della guerra, democratiche, orrende per tutti, benestanti e non.
Stella è arrivata così alla maturità. Facendo attenzione a non far "camminare" il cibo nel frigo, a utilizzare gli avanzi in modo creativo.
La sua fantasia non ha avuto limiti. Talvolta qualcuno in casa ha avuto di che lamentarsi. Ma questa è un'altra storia.
Noncurante dei nasi storti, nel corso degli anni ha affinato questa sua predisposizione, tanto da andare oltre il solo uso di prodotti stagionali e coltivati in zona.
Quindi anche molta attenzione al tipo di coltivazione, alla salubrità dei terreni.
E poi ha voluto toccare con mano la cooperazione, la gestione solidale dei frutti della terra e dedicare riflessione alle tecniche di trasformazione
Non sempre è andato nel modo sperato. Ma anche questa è un'altra storia.
Ed è proprio in quegli anni, quando portava avanti i suoi ideali, conservando ancora tanta fiducia nell'essere umano, pur portandosi dietro un carrozzone di persone più o meno sgangherate, che era incappata in fatti indimenticabili per la loro potenza.
Stella al tempo viveva ancora nel casale in collina, Heinrich non era neanche all’orizzonte.
Con il bambino di neanche un anno aveva ripreso gli studi per mettere la parola fine ad uno stato di limbo logorante in cui era precipitata da anni.
L’inizio e la fine erano stati contrassegnati da due eventi indelebili nella mente di Stella. Ovviamente di peso molto diverso, soprattutto a livello mondiale, ma molto vicini nel cassetto dei ricordi di quei mesi tumultuosi.
Attacco alle Torri Gemelle come apertura. Le due amiche insieme sotto le grandi travi di legno del salone con il bimbo che giocava nel box al centro della stanza. Avvertite del primo schianto avevano immediatamente acceso il televisore. Neanche un minuto dopo eccole entrambe ghiacciate da quello a cui stavano assistendo in diretta. Qualcosa che nessuna delle due avrebbe mai potuto immaginare, tantomeno dimenticare.
Impietrite, consapevoli che nulla sarebbe stato più come prima.
Poi due anni dopo, poche settimane prima della discussione della tesi, ecco arrivare il ricovero del bimbo di Stella per una broncopolmonite, inizialmente scambiata per una peritonite. Non uno schianto di un aereo su un grattacielo ma una paura davvero atroce per una madre tanto in affanno. Tutto vissuto, ancora una volta, con l'aiuto dell'amica.
Affrontare insieme uno spavento così grande ti unisce per sempre e rende leggero tutto il resto.
Ad esempio anche quando, anni dopo, ancora insieme per partecipare ad un concorso di design, il mattino non era inziato con l'oro in bocca, ma con l'acqua che gocciolava dai cassetti del freezer.
Dopo un attimo di confusione la decisione era subito presa: mettersi ai fornelli, fianco a fianco, per elaborare pietanze più o meno fantasiose in modo da smaltire tutto quel ben di Dio.
Neanche questo hanno mai scordato. Nonostante l'ansia iniziale si erano subito rimboccate le maniche per scongiurare di far finire tutto tra i rifiuti. Non se lo sarebbero perdonato.
Nessuna delle due.
Tutta questa catena di eventi si è riaffacciata nella mente di Stella quando, qualche settimana fa, ha sentito la notizia dell’hackeraggio di sistemi di refrigerazione e congelamento di supermercati francesi e del conseguente deterioramento di non si sa quanto cibo.
Ha rivissuto le emozioni di allora, la solidarietà tra amiche dopo la prima sensazione di impotenza di dover perdere tanto cibo.
Ma insieme erano riuscite a risolvere il danno. Avevano condiviso il problema cucinando come forsennate per un'intera giornata.
Ieri Stella ha sentito di un nuovo hackeraggio. Ancora altre catene di distribuzione alimentari europee, non solo francesi, finite nel mirino di vero e proprio terrorismo.
Di questo si tratta.
Come nel 2001, ma con un metodo ancora più subdolo.
Un terrorismo occulto.
Sapere di camionate di cibo andate perse l'ha messa di fronte ad una consapevolezza molto più spiccata: non essere in grado di poter prevedere nulla o di poter contrastare nulla.
La consapevolezza che l’essere umano è sempre lo stesso.
La storia, la conoscenza, non lo ha fatto diventare migliore.
Prevaricazione e prepotenza hanno avuto bandiere e aspetti diversi, ma purtroppo sono sempre in agguato.
L'insegnamento alla piccola Stella bambina era stato categorico: giù le mani dal pane!
Ma ormai è chiara e, sotto gli occhi di tutti, la dichiarazione di voler destabilizzare intere popolazioni: l'assalto ai forni c'è stato ieri, c'è oggi e ci sarà domani.
È stato dunque vano aver creduto nell’insegnamento di chi ha vissuto, ha sofferto, ha lottato prima di noi?
È stata pura utopia aver creduto per anni che, nel proprio piccolo, ognuno di noi può fare la sua parte?
Oggi Stella è arrabbiata, furiosa.
Domani sicuramente riprenderà a crederci.
È fatta così.